Sarteano, borgo dominato dal Monte Cetona, conserva un caratteristico centro storico medievale, con il castello sulla sommità dell’abitato, ma il suo interesse maggiore, dal punto di vista storico, è legato al ricchissimo patrimonio archeologico, la cui fase più importante è quella etrusca, dal dal XI al I secolo a.c. Sarteano si trovava in una posizione strategica, vicino all’area di Chiusi e lungo importanti percorsi che collegavano l’Etruria interna. Questa prosperità è testimoniata da numerose necropoli, tra cui Sferracavalli, Solaia-Macchiapiana, La Palazzina e Pianacce.
Il monumento più straordinario è la Tomba della Quadriga Infernale, scoperta nel 2003. È una tomba dipinta del IV secolo a.C., con pitture eccezionalmente conservate. Le scene rappresentano il mondo dell’aldilà etrusco: compare Charun, il demone che accompagna le anime dei defunti, alla guida di una quadriga composta da due leoni e due grifi; sono raffigurati inoltre due defunti durante un banchetto, un enorme serpente a tre teste e un ippocampo.
La Riserva Naturale Pietraporciana è una piccola area naturale protetta tra Chianciano Terme e Sarteano caratterizzata soprattutto da una faggeta piuttosto particolare perché cresce a una quota relativamente bassa rispetto a quella abituale per questa specie. Il bosco crea un ambiente fresco e ombroso, molto suggestivo, che contrasta con i paesaggi più aperti e luminosi delle colline circostanti.
La storia del luogo anche è degna di nota, dopo l’8 settembre 1943, con l’occupazione tedesca dell’Italia centro-settentrionale, i boschi di Pietraporciana offrirono un ambiente favorevole ai partigiani, grazie alla posizione isolata e alla presenza di sentieri e rifugi naturali. Qui si organizzarono gruppi di combattenti antifascisti, mentre la popolazione locale contribuiva, in diversi casi, fornendo cibo, informazioni e ospitalità.