Sarteano e Pietraporciana

L’ archeologia e la natura

tempo di percorrenza: circa 20 minuti d'auto

Distanza:circa 15 km

Sarteano, borgo dominato dal Monte Cetona, conserva un caratteristico centro storico medievale, con il castello sulla sommità dell’abitato, ma il suo interesse maggiore, dal punto di vista storico, è legato al ricchissimo patrimonio archeologico, la cui fase più importante è quella etrusca, dal dal XI al I secolo a.c. Sarteano si trovava in una posizione strategica, vicino all’area di Chiusi e lungo importanti percorsi che collegavano l’Etruria interna. Questa prosperità è testimoniata da numerose necropoli, tra cui Sferracavalli, Solaia-Macchiapiana, La Palazzina e Pianacce.

Il monumento più straordinario è la Tomba della Quadriga Infernale, scoperta nel 2003. È una tomba dipinta del IV secolo a.C., con pitture eccezionalmente conservate. Le scene rappresentano il mondo dell’aldilà etrusco: compare Charun, il demone che accompagna le anime dei defunti, alla guida di una quadriga composta da due leoni e due grifi; sono raffigurati inoltre due defunti durante un banchetto, un enorme serpente a tre teste e un ippocampo.

La Riserva Naturale Pietraporciana è una piccola area naturale protetta tra Chianciano Terme e Sarteano caratterizzata soprattutto da una faggeta piuttosto particolare perché cresce a una quota relativamente bassa rispetto a quella abituale per questa specie. Il bosco crea un ambiente fresco e ombroso, molto suggestivo, che contrasta con i paesaggi più aperti e luminosi delle colline circostanti.

La storia del luogo anche è degna di nota, dopo l’8 settembre 1943, con l’occupazione tedesca dell’Italia centro-settentrionale, i boschi di Pietraporciana offrirono un ambiente favorevole ai partigiani, grazie alla posizione isolata e alla presenza di sentieri e rifugi naturali. Qui si organizzarono gruppi di combattenti antifascisti, mentre la popolazione locale contribuiva, in diversi casi, fornendo cibo, informazioni e ospitalità.

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